Off the record #22
In questo paese solo la ristorazione funziona
Finalmente, a distanza di anni, i nostri eroi sono tutti riuniti in sala prove. Insomma il grosso è fatto! Eh… Ci piacerebbe. Non è mica così facile togliere la polvere dagli ingranaggi, riavviare la macchina e far rombare i motori. E poi… Per suonare cosa? Non è che si ha più vent’anni…
QUA comunque c’è il riassuntone aggiornato di tutti gli episodi, se non sapete bene come siamo arrivati a questo punto, o se avete solo bisogno di rinfrescarvi la memoria.
NB. Alla fine dell’episodio la DATA DI LANCIO della PREVENDITA del LIBRO di OFF THE RECORD (quindi magari date un’occhiata anche a cosa scrivo dopo il fumetto)!
[Consiglio di lettura per chi usa lo smartphone: scaricate l’APP di Substack e provate a girare lo schermo in orizzontale e a cliccare sulla prima vignetta. L’immagine verrà visualizzata a tutto schermo e potrete fare swipe da una striscia a quella successiva.]
Come vi avevo anticipato nell’episodio precedente, si farà l’edizione cartacea di OFF THE RECORD. Fedele alla linea DIY di questo progetto, sarà autoprodotta dal sottoscritto. Se va tutto bene, fra due settimane (diciamo tra il 20 e 24 gennaio) vi arriverà una newsletter speciale dedicata alla prevendita del libro (con tutte le informazioni su formato, numero di pagine, costi e modalità di acquisto).
Ci sarà un prezzo speciale per tutti gli “uccelli precoci? Mattinieri?” (si tradurrà così early bird?), un pacchetto dedicato alle librerie (o a chi vuole fare acquisti multipli per regalare a destra e manca), e soprattutto l’elenco di tutte le guest star che hanno accettato di partecipare alla raccolta con un proprio racconto/testimonianza/aneddoto relativo a quegli anni lì, quelli dell’”indie vero”. Spero di avervi incuriosito, e che mi supporterete in questa avventura (che per ora è stata totalmente gratuita, quindi dai, su, mettetevi una mano sul cuore e l’altra sul portafoglio…).
Il prossimo episodio invece (che sarà il penultimo) dovrebbe essere pronto intorno a fine febbraio, prima settimana di marzo.
TEASER: il litigone!
Off the record è un progetto che porto avanti per passione, e continuerà a essere gratuito, ma se volete alimentarla concretamente, la mia passione, fate cosa gradita.
Potete inviarmi un contributo tramite Paypal o usando Satispay, inquadrando il QR code qua sotto.
Potete fare cosa gradita anche condividendo questa newsletter con chiunque conosciate:
La playlist di Off the record su Spotify la ascoltate QUA (mi raccomando di non ascoltarla random, che è stata pensata secondo un certo ordine). Magari un giorno la cambio, o ne aggiungo un’altra. Magari no.
OUT OF THE MEMORY BOX
Cioè le foto di quando mi portavo sempre appresso una vera macchina fotografica, e immortalavo concerti, serate, backstage, e ovviamente mi tiravo le pose.
[Tra le band che ho più immortalato, ci sta sicuramente il Carnifull Trio, per forza di cose. A questo punto vi lascio indovinare che band sarà la protagonista del prossimo box fotografico… Qua comunque siamo al benemerito Mattatoio di Carpi, anno 2008]
SPECIALE “PODCAST”
Tutti (oddio, le solito cinque persone, va) mi chiedono: “Emanuele, quando fai un podcast?”, al che io rispondo: “Ma già tutti fanno un podcast, sicuri che vi manca proprio il mio?”, e loro ribattono: “Sììì! Ci manca proprio il tuo!!!”, a quel punto io aggiungo (scusate, rischio di finire i sinonimi): “Grazie della fiducia, sono onoratissimo, ci penso eh, ma intanto ascoltatevi questi…”.
Questi QUALI? Oltre al già citato “INDIEtro” di Claudia “Famosini” Losini che, dati gli argomenti trattati, è in pratica lo specchio perfetto di questa newsletter, vi voglio segnalare “Il capitale musicale” di Alberto “Bebo” Guidetti, già membro de Lo Stato Sociale: in ogni episodio, Bebo intervista lavoratori e lavoratrici del mondo della musica, con cui approfondisce non tanto gli aspetti creativi, quanto quelli materiali ed economici delle professioni. Per chi, come me, ama la musica ma si interroga anche sulle dinamiche pratiche che ci stanno dietro (grazie anche al fatto che nel corso della mia vita adulta ho spesso e volentieri frequentato musicisti) risulta un generatore di spunti e riflessioni.
Infine, non c’entra una mazza con questo universo musicale (o forse sì, chissà), vi segnalo anche “Ho conosciuto Kurt Cobain” di Paolo Maoret e Marco Degli Esposti - spintomi durante una festa poco prima di Natale dal buon Vieri Brini (si merita tutto questo shout out) - che racconta la storia dei Nirvana in Italia, quindi di tutte le date dei vari tour che li hanno visti passare nel nostro Paese tra il 1989 e il 1994, attraverso le parole di chi c’era, dai promoter e gestori dei locali agli appassionati della prima ora. Un tuffo nel passato condotto con cura e amore, in 7 puntate da mezz’ora, ideale per un binge listening pomeridiano.




















